What’s Next? Apple Watch

Quando nel 2010 fu presentato iPad, mi colpì la frase finale di Jonathan Ive nel video introduttivo: ” (…) not just a new product this is a new category, and yet millions of people will be instantly familiar, they will know how to use it. In many ways, this defines our vision, our sense of what’s Next.”

Inutile dire che la ‘vision’ si e’ realizzata e comincio’ allora, grazie ad Apple che l’aveva intuito per prima, l’era post-PC.

Apple, pero’, non si ferma: what’s Next now? iPhone e iPad sono il volano del presente ma non credo la spina dorsale del futuro. Derubricare adesso Apple Watch come ‘solo’ un ‘orologio gadget’ ha la stessa profondita’ di visione di quando iPhone si diceva fosse solo un ‘telefono’ e sappiamo tutti come e’ andata. Apple sta facendo ancora una volta quello che le riesce meglio: ‘think different’, usare la tecnologia per rivoluzionare (e migliorare) la nostra esperienza d’uso e permettere  evoluzioni, emozioni e possibilita’ che nessuno sa dove possano arrivare (WatchKit, you know?).

Ma il ‘polso’ e’ un luogo personale dove un bracciale o un Orologio definiscono il carattere di chi li porta: Apple Watch dovra’ essere impeccabile (“the best”), personale (consentire modalita’ di comunicazioni innovative e, direi, ‘intime’) e anche distintivo (Watch Edition) perche’ ‘aspirational’ Apple e’ e deve rimanere (Apple Watch in display con Ive a Parigi in questi giorni per la Fashion Week e’ emblematico).

Patek Philippe, Rolex e il gotha dell’ Orologeria (con la O maiuscola) svizzera devono aver paura? Non credo proprio: Apple non avra’ mai le competenze e sopratutto la ‘storia’ per entrare in quello specifico segmento fatto di meravigliose e incredibili ‘complicazioni’ meccaniche artigianali che hanno lo scopo ‘semplice’ ma affascinante per precisione di farci “leggere l’ora” e misurare il tempo. Tutti gli altri, pero’, sono gia’ in ‘panic mode’ perche’ “leggere l’ora”, sara’ solo la punta dell’iceberg con Apple Watch; vedremo se la prossima ‘rivoluzione’ partira’ dal nostro polso. La sfida e’ difficile ma Apple e’ l’unica azienda in grado di farne un successo unendo, al solito in maniera mirabile, lo slancio tecnologico alla componente piu’ emotiva, artistica e personale di tutti noi.

 

Consigli a Renzi…

Visto che il precedente governo Letta non ha ascoltato molto i miei consigli :-) , li rinnovo volentieri con minime variazioni al governo Renzi…in relazione anche alle ultime (veramente irritanti e intollerabili) bacchettate della UE….spes ultima dea!

  1. Ribadire in UE (e sopratutto alla Germania) che l’Italia non prende lezioni da nessuno: siamo i piu’ virtuosi nel bilancio corrente (e lo siamo da molti anni) e quindi fino a che anche gli altri non avranno un avanzo primario (circa 2.5% PIL) come il nostro  pregasi silenzio; rimandare quindi il pareggio di bilancio e congelare deficit/PIL al 3% da rispettare per i prossimi 6 anni.
  2. Affrontiamo il peccato originale: riusciamo (e non tutti riescono) comunque a tenere un deficit/PIL sotto al 3% PIL pagando ogni anno circa 90 miliardi di interessi (~6% PIL!) sul nostro enorme debito: a sostegno del punto 1 e a sostituzione del Fiscal Compact presentare all’ UE un piano di riduzione del debito pubblico di almeno 150 miliardi all’anno per 6 anni grazie alla valorizzazione e vendita di beni pubblici (sopratutto immobili a scelta nello sterminato patrimonio spesso lasciato a deperire) e partecipazioni azionarie. Mantenendo il deficit al 3% PIL si libereranno in maniera crescente senza tasse circa 60 miliardi di risorse nei 6 anni e si da sopratutto un segnale che l’Italia non scherza e un cambio di marcia rispetto al passato (nessuno ha mai voluto seriamente abbatterlo questo debito). A PIL costante nel 2018 scenderemo sotto il 100% debito/PIL e nessuno avra’ da ridire (se poi la crescita fa anche salire il PIL, siamo anche piu’ bravi con l’avanzo primario e la BCE tiene i tassi bassi il tutto migliora ulteriormente ); sono troppi 6 anni per una visione strategica?
  3. Collocamento on-line di titoli di stato speciali a lunga scadenza solo per cittadini italiani a tasso BCE + inflazione senza spese ne imposte ne intermediari bancari (gli italiani hanno liquidita’ da vendere e la mettono nei conti deposito delle banche, perche’ non darla allo stato a favore di tutti e aiutare a ridurre cosi’ un po’ di debito?). Questo abbasserebbe l’interesse medio sul debito a migliorare il punto 2
  4. Drastica riduzione della spesa pubblica improduttiva: almeno 10% (circa 80mld!)  costi della politica, eliminazione del rango di “regione a statuto speciale”, eliminazione province, accorpamento in macro regioni, riduzione dipendenti pubblici, revisione e accorpamento università’ in pochi centri di eccellenza e ricerca con finanziamenti pubblici (su merito ed efficacia) ma anche privati (presente Stanford?)
  5. La maggiore capacita’ di spesa deve essere utilizzata (e certificata) per il rilancio dell’economia: digitalizzazione completa della PA e enti collegati, rilancio agenda digitale (non solo pero’ vista come infrastrutture ma sopratutto nuovo ecosistema di processi digitali di cui lo stato e’ garante e promotore dello standard ma i privati creano applicazioni e curano la ‘user interface’ e la fruibilita’), riduzione dell’ IRPEF (per i redditi < 40000 euro) e taglio finalmente del cuneo fiscale sul lavoro – se vogliamo che il lavoro riprenda veramente e non a parole.
  6. Flessibilita’ nel mondo del lavoro anche nel pubblico impiego, eliminazione dei privilegi da pubblico impiego che non trovano riscontro in quello privato; salari piu’ alti in ingresso ma garanzie proporzionali all’anzianità’ aziendale. Niente cassa integrazione ma sostegno al ricollocamento decrescente negli anni successivi all’uscita.
  7. Lotta all’evasione fiscale aumentando i controlli (utilizzare dipendenti pubblici con basilare capacita’ informatica per aiutare GdF nell’incrocio telematico dei dati); consentire la detrazione dalle tasse di una percentuale di tutte le spese sostenute per la gestione famigliare (vitto alloggio vestiario manutenzione casa etc); obbligare per legge il POS ai possessori di partita IVA (con spese bancarie minime per legge)
  8. Separazione tra banca commerciale e banca di investimento. O sostieni le imprese e i cittadini oppure fai un altro mestiere (a bilanci separati)

Ancora una volta mi fermo qua……

Un aiuto per il Prof. Cariolaro

Un aiuto per il Prof. Cariolaro: il figlio Davide si trova ricoverato in gravissime condizioni in un ospedale cinese, purtroppo non trasportabile in Italia.

Raccolta fondi su http://buonacausa.org/cause/helpcariolaro

Aggiornamenti via LinkedIn Group “Prof. Cariolaro needs our help

Forza, divulghiamo la notizia il più’ possibile!

#helpForProfCariolaro su Twitter!


Consigli a Letta…

Cosa riuscira’ a fare il governo Letta? Molto poco probabilmente visto il fragile equilibrio su cui e’ stato costruito; comunque, condividendone la nascita come unica possibilita’ esistente, metto in fila le azioni che mi piacerebbe fossero portate avanti…sognare non costa nulla:

  1. Ribadire in UE (e sopratutto alla Germania) che l’Italia non prende lezioni da nessuno: siamo i piu’ virtuosi nel bilancio corrente e quindi fino a che anche gli altri non avranno un avanzo primario (circa 2.5% PIL) come il nostro  pregasi silenzio; rimandare quindi il pareggio di bilancio e congelare deficit/PIL al 3% da rispettare per i prossimi 6 anni.
  2. Affrontiamo il peccato originale: riusciamo (e non tutti riescono) comunque a tenere un deficit/PIL sotto al 3% PIL pagando ogni anno circa 90 miliardi di interessi (~6% PIL!) sul nostro enorme debito: a sostegno del punto 1 presentare all’ UE un piano di riduzione del debito pubblico di 150 miliardi all’anno per 6 anni grazie alla valorizzazione e vendita di beni pubblici (sopratutto immobili a scelta nello sterminato patrimonio spesso lasciato a deperire) e partecipazioni azionarie. Piu’ aggressivo del Fiscal Compact ma piu’ corto. Mantenendo il deficit al 3% PIL si libereranno in maniera crescente senza tasse circa 60 miliardi di risorse nei 6 anni e si da sopratutto un segnale che l’Italia non scherza e un cambio di marcia rispetto al passato (nessuno ha mai voluto seriamente abbatterlo questo debito). A PIL costante nel 2018 scenderemo sotto il 100% debito/PIL e nessuno avra’ da ridire (se poi la crescita fa anche salire il PIL, siamo anche piu’ bravi con l’avanzo primario e la BCE tiene i tassi bassi il tutto migliora ulteriormente ); sono troppi 6 anni per una visione strategica?
  3. Collocamento on-line di titoli di stato speciali solo per cittadini italiani a tasso BCE + inflazione senza spese ne imposte ne intermediari bancari (gli italiani hanno liquidita’ da vendere e la mettono nei conti deposito delle banche, perche’ non darla allo stato a favore di tutti e aiutare a ridurre cosi’ un po’ di debito?). Questo abbasserebbe l’interesse medio sul debito a migliorare il punto 2
  4. Drastica riduzione della spesa pubblica: costi della politica, eliminazione del rango di “regione a statuto speciale”, eliminazione province, accorpamento in macro regioni, riduzione dipendenti pubblici, revisione e accorpamento università’ in pochi centri di eccellenza e ricerca con finanziamenti pubblici (su merito ed efficacia) ma anche privati (presente Stanford?)
  5. La maggiore capacita’ di spesa deve essere utilizzata (e certificata) per il rilancio dell’economia tra riorganizzazione dei capitoli di spesa pubblica, taglio (vero) di quella improduttiva, digitalizzazione completa della PA e enti collegati, riduzione dell’ IRPEF (per i redditi < 40000 euro) e taglio del cuneo fiscale sul lavoro.
  6. Flessibilita’ nel mondo del lavoro anche nel pubblico impiego, eliminazione dei privilegi da pubblico impiego che non trovano riscontro in quello privato; salari piu’ alti in ingresso ma garanzie proporzionali all’anzianità’ aziendale. Niente cassa integrazione ma sostegno al ricollocamento decrescente negli anni successivi all’uscita.
  7. Lotta all’evasione fiscale aumentando i controlli (utilizzare dipendenti pubblici con basilare capacita’ informatica per aiutare GdF nell’incrocio telematico dei dati); consentire la detrazione dalle tasse di una percentuale di tutte le spese sostenute per la gestione famigliare (vitto alloggio vestiario manutenzione casa etc); obbligare per legge il POS ai possessori di partita IVA (con spese bancarie minime per legge)
  8. Separazione tra banca commerciale e banca di investimento. O sostieni le imprese e i cittadini oppure fai un altro mestiere (a bilanci separati)

mi fermo qui…sognare va bene ma meglio non esagerare!