Consigli a Renzi…

Visto che il precedente governo Letta non ha ascoltato molto i miei consigli :-) , li rinnovo volentieri con minime variazioni al governo Renzi…in relazione anche alle ultime (veramente irritanti e intollerabili) bacchettate della UE….spes ultima dea!

  1. Ribadire in UE (e sopratutto alla Germania) che l’Italia non prende lezioni da nessuno: siamo i piu’ virtuosi nel bilancio corrente (e lo siamo da molti anni) e quindi fino a che anche gli altri non avranno un avanzo primario (circa 2.5% PIL) come il nostro  pregasi silenzio; rimandare quindi il pareggio di bilancio e congelare deficit/PIL al 3% da rispettare per i prossimi 6 anni.
  2. Affrontiamo il peccato originale: riusciamo (e non tutti riescono) comunque a tenere un deficit/PIL sotto al 3% PIL pagando ogni anno circa 90 miliardi di interessi (~6% PIL!) sul nostro enorme debito: a sostegno del punto 1 e a sostituzione del Fiscal Compact presentare all’ UE un piano di riduzione del debito pubblico di almeno 150 miliardi all’anno per 6 anni grazie alla valorizzazione e vendita di beni pubblici (sopratutto immobili a scelta nello sterminato patrimonio spesso lasciato a deperire) e partecipazioni azionarie. Mantenendo il deficit al 3% PIL si libereranno in maniera crescente senza tasse circa 60 miliardi di risorse nei 6 anni e si da sopratutto un segnale che l’Italia non scherza e un cambio di marcia rispetto al passato (nessuno ha mai voluto seriamente abbatterlo questo debito). A PIL costante nel 2018 scenderemo sotto il 100% debito/PIL e nessuno avra’ da ridire (se poi la crescita fa anche salire il PIL, siamo anche piu’ bravi con l’avanzo primario e la BCE tiene i tassi bassi il tutto migliora ulteriormente ); sono troppi 6 anni per una visione strategica?
  3. Collocamento on-line di titoli di stato speciali a lunga scadenza solo per cittadini italiani a tasso BCE + inflazione senza spese ne imposte ne intermediari bancari (gli italiani hanno liquidita’ da vendere e la mettono nei conti deposito delle banche, perche’ non darla allo stato a favore di tutti e aiutare a ridurre cosi’ un po’ di debito?). Questo abbasserebbe l’interesse medio sul debito a migliorare il punto 2
  4. Drastica riduzione della spesa pubblica improduttiva: almeno 10% (circa 80mld!)  costi della politica, eliminazione del rango di “regione a statuto speciale”, eliminazione province, accorpamento in macro regioni, riduzione dipendenti pubblici, revisione e accorpamento università’ in pochi centri di eccellenza e ricerca con finanziamenti pubblici (su merito ed efficacia) ma anche privati (presente Stanford?)
  5. La maggiore capacita’ di spesa deve essere utilizzata (e certificata) per il rilancio dell’economia: digitalizzazione completa della PA e enti collegati, rilancio agenda digitale (non solo pero’ vista come infrastrutture ma sopratutto nuovo ecosistema di processi digitali di cui lo stato e’ garante e promotore dello standard ma i privati creano applicazioni e curano la ‘user interface’ e la fruibilita’), riduzione dell’ IRPEF (per i redditi < 40000 euro) e taglio finalmente del cuneo fiscale sul lavoro – se vogliamo che il lavoro riprenda veramente e non a parole.
  6. Flessibilita’ nel mondo del lavoro anche nel pubblico impiego, eliminazione dei privilegi da pubblico impiego che non trovano riscontro in quello privato; salari piu’ alti in ingresso ma garanzie proporzionali all’anzianità’ aziendale. Niente cassa integrazione ma sostegno al ricollocamento decrescente negli anni successivi all’uscita.
  7. Lotta all’evasione fiscale aumentando i controlli (utilizzare dipendenti pubblici con basilare capacita’ informatica per aiutare GdF nell’incrocio telematico dei dati); consentire la detrazione dalle tasse di una percentuale di tutte le spese sostenute per la gestione famigliare (vitto alloggio vestiario manutenzione casa etc); obbligare per legge il POS ai possessori di partita IVA (con spese bancarie minime per legge)
  8. Separazione tra banca commerciale e banca di investimento. O sostieni le imprese e i cittadini oppure fai un altro mestiere (a bilanci separati)

Ancora una volta mi fermo qua……

Consigli a Letta…

Cosa riuscira’ a fare il governo Letta? Molto poco probabilmente visto il fragile equilibrio su cui e’ stato costruito; comunque, condividendone la nascita come unica possibilita’ esistente, metto in fila le azioni che mi piacerebbe fossero portate avanti…sognare non costa nulla:

  1. Ribadire in UE (e sopratutto alla Germania) che l’Italia non prende lezioni da nessuno: siamo i piu’ virtuosi nel bilancio corrente e quindi fino a che anche gli altri non avranno un avanzo primario (circa 2.5% PIL) come il nostro  pregasi silenzio; rimandare quindi il pareggio di bilancio e congelare deficit/PIL al 3% da rispettare per i prossimi 6 anni.
  2. Affrontiamo il peccato originale: riusciamo (e non tutti riescono) comunque a tenere un deficit/PIL sotto al 3% PIL pagando ogni anno circa 90 miliardi di interessi (~6% PIL!) sul nostro enorme debito: a sostegno del punto 1 presentare all’ UE un piano di riduzione del debito pubblico di 150 miliardi all’anno per 6 anni grazie alla valorizzazione e vendita di beni pubblici (sopratutto immobili a scelta nello sterminato patrimonio spesso lasciato a deperire) e partecipazioni azionarie. Piu’ aggressivo del Fiscal Compact ma piu’ corto. Mantenendo il deficit al 3% PIL si libereranno in maniera crescente senza tasse circa 60 miliardi di risorse nei 6 anni e si da sopratutto un segnale che l’Italia non scherza e un cambio di marcia rispetto al passato (nessuno ha mai voluto seriamente abbatterlo questo debito). A PIL costante nel 2018 scenderemo sotto il 100% debito/PIL e nessuno avra’ da ridire (se poi la crescita fa anche salire il PIL, siamo anche piu’ bravi con l’avanzo primario e la BCE tiene i tassi bassi il tutto migliora ulteriormente ); sono troppi 6 anni per una visione strategica?
  3. Collocamento on-line di titoli di stato speciali solo per cittadini italiani a tasso BCE + inflazione senza spese ne imposte ne intermediari bancari (gli italiani hanno liquidita’ da vendere e la mettono nei conti deposito delle banche, perche’ non darla allo stato a favore di tutti e aiutare a ridurre cosi’ un po’ di debito?). Questo abbasserebbe l’interesse medio sul debito a migliorare il punto 2
  4. Drastica riduzione della spesa pubblica: costi della politica, eliminazione del rango di “regione a statuto speciale”, eliminazione province, accorpamento in macro regioni, riduzione dipendenti pubblici, revisione e accorpamento università’ in pochi centri di eccellenza e ricerca con finanziamenti pubblici (su merito ed efficacia) ma anche privati (presente Stanford?)
  5. La maggiore capacita’ di spesa deve essere utilizzata (e certificata) per il rilancio dell’economia tra riorganizzazione dei capitoli di spesa pubblica, taglio (vero) di quella improduttiva, digitalizzazione completa della PA e enti collegati, riduzione dell’ IRPEF (per i redditi < 40000 euro) e taglio del cuneo fiscale sul lavoro.
  6. Flessibilita’ nel mondo del lavoro anche nel pubblico impiego, eliminazione dei privilegi da pubblico impiego che non trovano riscontro in quello privato; salari piu’ alti in ingresso ma garanzie proporzionali all’anzianità’ aziendale. Niente cassa integrazione ma sostegno al ricollocamento decrescente negli anni successivi all’uscita.
  7. Lotta all’evasione fiscale aumentando i controlli (utilizzare dipendenti pubblici con basilare capacita’ informatica per aiutare GdF nell’incrocio telematico dei dati); consentire la detrazione dalle tasse di una percentuale di tutte le spese sostenute per la gestione famigliare (vitto alloggio vestiario manutenzione casa etc); obbligare per legge il POS ai possessori di partita IVA (con spese bancarie minime per legge)
  8. Separazione tra banca commerciale e banca di investimento. O sostieni le imprese e i cittadini oppure fai un altro mestiere (a bilanci separati)

mi fermo qui…sognare va bene ma meglio non esagerare!